Note sui sogni: Il modello dell'organizzazione di Fosshage

Nelle precedenti Note abbiamo visto che l’interesse per i sogni affonda le radici nell’antichità e come essi siano centrali nella teoria psicoanalitica formulata da Freud, che ha identificato nella loro interpretazione la via d’accesso principale all’inconscio. Oggi illustreremo l’approccio al materiale onirico della Psicologia del Sé – uno dei filoni teorici che influenza il nostro lavoro – facendo riferimento in particolare alla proposta fatta da James Fosshage, noto psicoanalista newyorkese. Prima di entrare nel merito delle specifiche funzioni del sogno identificate da Fosshage, ci soffermiamo su alcune differenze rispetto alla teoria freudiana.

Differenze con Freud: il contenuto del sogno

Nella sua teoria Freud faceva una distinzione tra un contenuto manifesto del sogno, ciò che sogniamo, e un contenuto latente, il significato nascosto. Secondo Freud ogni persona è motivata da spinte sessuali e aggressive che a causa della loro natura, per così dire, primitiva risultano essere inaccettabili alla nostra coscienza; per tali ragioni la nostra mente è capace di alcune operazioni difensive che permettono di trovare un compromesso tra spinte pulsionali e adattamento sociale. In questa prospettiva, il contenuto manifesto del sogno è il prodotto di una serie di camuffamenti volti a rendere il contenuto latente sufficientemente accettabile da poter ottenere un appagamento, preservando anche la qualità del sonno: se sognassimo apertamente i nostri desideri più oscuri, saremmo turbati al punto da doverci necessariamente svegliare!

Lo scopo dell’interpretazione dei sogni è, dunque, quello di scoprire cosa si cela dietro a ciò che sogniamo, attraverso un lavoro meticoloso di traduzione simbolica.

Pur attribuendo un grande valore al sogno e alla sua capacità di fare luce sull’inconscio delle persone, la Psicologia del Sé e Fosshage si rivolgono ad un inconscio differente rispetto a quello indagato da Freud: non più fatto di pulsioni ma di affetti, di relazioni, di significati personali. In questa prospettiva, la distinzione tra contenuto manifesto e latente viene meno poiché il contenuto osservabile è direttamente rivelatore. Ciò non vuol dire che i significati dei sogni siano immediati ma che non hanno subìto particolari trasformazioni difensive. I sogni sarebbero dunque non più un linguaggio da tradurre, ma espressioni metaforiche del mondo soggettivo di ciascuna persona che devono essere comprese. Secondo Fosshage le particolari immagini di un sogno sono il miglior linguaggio disponibile al sognatore in quel momento per esprimere ciò che sta provando e pensando relativamente a sé stesso, alle sue emozioni, alle sue relazioni.

Le funzioni del sogno

Fosshage chiama la sua teoria “Modello del sogno come organizzazione” poiché ritiene che il compito principale del sogno e del sognare sia quello di organizzare i dati psicologici. In accordo con l’Autore, le funzioni del sogno sono lo sviluppo, il mantenimento e la reintegrazione dei processi psichici e il problem solving (Fosshage, 1983). Vediamo insieme queste funzioni più nel dettaglio.

La funzione evolutiva

L’attività mentale del sogno può contribuire al consolidamento di nuovi punti di vista su sé, sugli altri e sulle nostre relazioni. Spesso, infatti, nei sogni è possibile sperimentare questi cambiamenti prima che nella veglia, come se l’attività onirica promuovesse in anteprima un passaggio evolutivo.

Un paziente, che faticava a sostenere i conflitti e ad essere assertivo, era molto preoccupato per un evento di lavoro che avrebbe dovuto sostenere di lì a qualche settimana, dove avrebbe incontrato un vecchio capo che in passato l’aveva umiliato. Raccontò un sogno in cui si presentava all’evento in compagnia di una persona che non sapeva riconoscere ma che era sicuro che nel sogno gli fosse amica e che si conoscessero da sempre. Il paziente si trovò improvvisamente di fronte il capo e si spaventò; la persona amica gli venne in soccorso, riuscì a fronteggiare il capo e a ristabilire un equilibrio. Il lavoro analitico portò a considerare l’amico “conosciuto da sempre” come una versione di sé assertiva che ora stava provando ad emergere.

La funzione di regolazione e reintegrazione

Il sogno ci aiuta a regolare diversi processi psicologici, dall’autostima fino ad emozioni particolarmente intense che ci hanno attraversato durante la giornata.

È un’esperienza piuttosto comune, nel sogno come nelle fantasie, di rivivere scenari che ci hanno lasciati insoddisfatti durante la giornata. Se, per esempio, non siamo riusciti ad esprimere appieno la nostra rabbia nei confronti di qualcuno, nel sogno ricreiamo uno scenario nel quale è possibile “raddrizzare la situazione”: ne beneficia così la nostra rabbia, che finalmente è stata regolata, e la nostra autostima per aver affrontato la situazione con successo.

La funzione di risoluzione dei problemi

Quest’ultima funzione sottolinea come l’attività mentale durante il sogno possa rivelarsi particolarmente fruttuosa nel far emergere nuove soluzioni a conflitti e a problemi di varia natura. Può capitare, infatti, di coricarci in preda a stati di tensione per una situazione che ci turba e risvegliarci poi sollevati e consapevoli di ciò che dobbiamo fare per affrontarla al meglio. Per esempio, si dice che alcune scoperte scientifiche siano avvenute durante il sonno: il premio Nobel per la medicina, Otto Loewi, ha raccontato di aver avuto nel sonno l’idea che la comunicazione tra cellule nervose avvenisse tramite sostanze chimiche, oggi note come neurotrasmettitori.

 

Considerazioni conclusive

Il grande valore del lavoro di Fosshage è quello di promuovere una sensibile vicinanza al mondo del sognatore e di darne validazione. Considerare i sogni come metafore da esplorare e da apprezzare per il loro valore comunicativo, e non come un linguaggio che necessita di una traduzione e di un traduttore, consente a terapeuta e pazienti di impegnarsi in un gioco congiunto che sollecita e stimola la curiosità e la creatività di entrambi. Collaborare alla costruzione del significato, piuttosto che calarlo dall’alto verso il basso, è molto importante per la crescita personale delle persone: questo permette, infatti, di dare grande valore al contributo del sognatore promuovendone un senso di efficacia nella riflessione su di sé.

Bibliografia

Fosshage, J. (1983), The psychological function of dreams: A revised psychoanalytic perspective. In Psychoanalysis and Contemporary Thought, 6:641-669.

Fossahage, J. (1999), Un modello psicoanalitico del sogno. In Stolorow, R., Brandchaft, B., Atwood, G., Fosshage, J., Lachmann, F. (1999), Psicopatologia Intersoggettiva. A cura di Marco Casonato, 2004. Edizioni QuattroVenti, srl, Urbino.

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Christian fumagalli

Psicologo Psicoterapeuta