Note sui sogni: alla ricerca del significato nascosto
Riprendiamo il nostro viaggio nel sogno lasciandoci alle spalle il mito e la religione e andando incontro alla psicoanalisi che, come già anticipato, rintraccia il significato del sogno nel passato e nella storia del sognatore.
Questa brillante intuizione la dobbiamo a Sigmund Freud che, tra il 1899 e il 1900, pubblicò la magistrale opera “L’interpretazione dei sogni”. Prima di addentrarci nella sua teoria sul sogno, dobbiamo prendere familiarità con alcuni concetti teorici cardine del suo pensiero. Anzitutto egli sostiene che la nostra mente funzioni in tre modalità: coscia, preconscia (ovvero non immediatamente cosciente ma che può diventarlo facilmente) e inconscia. Inoltre, afferma che la nostra psiche si compone di tre luoghi: l’Es, totalmente inconscio e serbatoio di tutte le pulsioni sessuali ed aggressive; il Super-Io, che è il prodotto delle influenze educative ricevute, e infine l’Io, che è sia conscio che inconscio e che assolve l’arduo compito di mediare tra le spinte pulsionali inaccettabili provenienti dall’Es e la realtà esterna. Questo ruolo da mediatore viene svolto attraverso delle operazioni mentali inconsce che vengono definite “meccanismi di difesa”.
In tale quadro del funzionamento mentale si iscrive la sua teoria del sogno. Secondo Freud essi non sono prodotti mentali assurdi e privi di senso, ma sono anzi funzionali ad appagare quei desideri inconsci altrimenti inesprimibili data la loro natura sessuale e aggressiva. Da qui la distinzione tra i due contenuti del sogno: il contenuto manifesto, cioè quello che effettivamente sogniamo e ricordiamo, e il contenuto latente, “l’oscura realtà psichica sottostante” (Lingiardi, 2023, p. 58).
Come viene camuffata la pulsione nel contenuto manifesto?
Anzitutto, la censura onirica blocca tutti i desideri moralmente inaccettabili impedendogli di divenire coscienti. Ma, pur di aggirare tale censura, i desideri si camuffano attraverso il lavoro onirico, che possiamo immaginare come una serie di processi di travestimento. Tra essi troviamo: la condensazione, ovvero sintesi in un unico contenuto di più contenuti latenti, lo spostamento, ovvero un’allusione indiretta al desiderio, la raffigurabilità, intesa come traduzione in immagini di pensieri astratti, e, infine, l’elaborazione secondaria, che avviene ridosso del risveglio e serve a dare una trama più o meno coerente al sogno.
Come risalire dal contenuto manifesto a quello latente?
Secondo Freud è importante scomporre il contenuto manifesto nei suoi elementi parziali, a cui il sognatore associa liberamente i suoi pensieri, le sue emozioni e le sue sensazioni. A partire da tali associazioni, poi, l’analista, grazie all’interpretazione simbolica, risalirà al contenuto latente. In questo modo, rendendo conscio ciò che è inconscio, è possibile per Freud vivere la vita con il maggior grado di libertà e soddisfazione possibile.
Quando si parla di sogni è impossibile non partire dalla teoria di Freud perché ha gettato le fondamenta del lavoro con essi, influenzando il pensiero di tantissimi grandi autori. Nella prossima Nota vi presenteremo l’approccio di Fosshage, noto Psicologo del Sé, che più di ogni altro ispira l’approccio di Spazio Pareimi ai contenuti onirici.
Bibliografia
Freud, S. (1899), L’interpretazione dei sogni. Trad. It. Bollati Boringhieri, Torino.
Lingiardi, V. (2023), L’ombelico del sogno. Un viaggio onirico. Einaudi Editore, Torino.
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